Not Just a Pub

Le Birre.

Siamo cresciuti con le Birre Artigianali dal Belgio e la nostra selezione nasce dalla  passione e dal rispetto di questi piccoli produttori che non fanno della loro attività un semplice businnes. Ma che cosa è una birra artigianale? Non è un caso se nella radice dell’aggettivo troviamo la parola arte. È artigianale ciò che è frutto del lavoro dell’uomo, del suo ingegno e della sua creatività. La birra artigianale è una bevanda cruda (non pastorizzata), integra (non filtrata) e priva di conservanti.

La Pizza.

La nostra Pizza lievita minimo 24 ore ed usiamo lievito madre. Il forno è a legna. Molte pizza in menù, molte “speciali” battezzate con i nomi nostri amici. Disponibile anche l’impasto con farina di Kamut©.

La Cucina.

La nostra cucina è casalinga e legata al territorio. Pici, gnocchi e tagliatelle fatte a mano, come i condimenti e tutte le salse. Salumi e formaggi a km zero. Carne toscana. Su prenotazione cuciniamo piatti con la birra. Accontentiamo anche i Celiaci con pasta e pane adatti alle loro esigenze.

ABOUT US

Il TNT apre il 12 marzo 1994 a Bibbiano, piccolo villaggio nel Comune di Buonconvento. Subito portabandiera del primo movimento di ricerca e promozione della Birra Artigianale in Italia, riesce a creare subito il suo “stile” mettendo in primo piano sia l’accoglienza che la qualità della proposta birraria e culinaria. La birra rimane la protagonista, la cucina, tutta espressa, utilizza materie prime a km 0  ove possibile..la pasta fresca è fatta a mano secondo la tradizione buonconventina, la pizza è lievitata minimo 24 ore utilizzando lievito madre. Dal 2006 organizza, il primo weekend di Settembre, il Villaggio della Birra © Festival Internazionale dei Piccoli Birrifici, le migliori birre artigianali presentate dai loro Mastrobirrai, che richiama appassionati da tutta Europa.

E la storia continua..

HTML5
65%
Illustrator
45%
Photoshop
95%

Vivere il TNT

concerti tnt pub

Live Music

Segui sul Blog la nostra programmazione

Principalmente nel periodo invernale, di venerdi la nostra programmazione musicale

tnt pub buonconvento

Birra&Salsicce

19 agosto 2014

Il primo martedi dopo ferragosto, l'appuntamento con Birra&Salsicce: braciere, musica del Vivo e..birra

villaggio della birra

Il Villaggio della Birra

5/7 Settembre 2014

Primo Weekend di Settembre. Quest'anno la Nona edizione del Festival Internazionale di piccoli Birrifici. Le migliori birre artigianali presentate dai loro Mastrobirrai

"Perfection is achieved, not when there is nothing more to add, but when there is nothing left to take away."

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

Some Fun Facts

Cups of Coffee
Projects Delivered
Satisfied Clients
Winning Awards

Services

Social Media

Social Media

Sed ut perspiciatis unde omnis iste natus error sit voluptatem accusantium doloremque laudantium, totam rem aperiam. Eaque ipsa quae ab illo inventore veritatis et quasi architecto beatae vitae dicta sunt explicabo.

nothing found.nothing found.nothing found.nothing found.

From the Blog

mdb Villaggio head

Maurizio Maestrelli al Villaggio

Maurizio Maestrelli e Valentina Brambilla ci onorano di un loro articolo sul Villaggio pubblicato nell’ultimo numero della Rivista “Il Mondo della Birra”. Grazie Mille!

mdb Villaggio

mdb Villaggio2

greve

TNT in Tour a Greve!

Mercoledi 4 DICEMBRE saremo ospiti degli amici della La Birroteca Di Greve per una prima tappa di quello cha abbiamo voluto chiamare TNT IN TOUR. A cena prepareremo: Indivia belga gratinata con besciamella alla birra, Carbonade fiamminga, Cheesecake del TNT (€ 15 escluso bevande) solo 25 posti su prenotazione al 338-2471089!! Alle Birre ci pensano “loro”: Michela Montaperto e il Piso..quindi una garanzia  Raggiungeteci che ci divertiamo!
Foto: Mercoledi prossimo saremo ospiti degli amici della La Birroteca Di Greve per una prima tappa di quello cha abbiamo voluto chiamare TNT IN TOUR. A cena prepareremo: Indivia belga gratinata con besciamella alla birra, Carbonade fiamminga, Cheesecake del TNT (€ 15 escluso bevande) solo 25 posti su prenotazione al 338-2471089!! Alle Birre ci pensano "loro": Michela Montaperto e il Piso..quindi una garanzia ;) Raggiungeteci che ci divertiamo!
ripolinajpg

Domenica 24 Novembre: Cena in Cantina

DOMENICA 24 NOVEMBRE secondo appuntamento “fuori Bibbiano”, ospiti di Laura Cresti nella splendida Cantina del suo Agriturismo La Ripolina Agriturismo, per un’occasione ancora una volta di solidarietà ed amicizia nei nostri confronti..Questa serata «speciale» vuol essere un banchetto «speciale», capace di offrire a color che parteciperanno una scelta di sapori capaci di soddisfare palato, cuore e anima.

*Bruschettine oll’Olio Novo di Montisi

*Tagliatelle fatte a mano con Porcini

*Scottiglia mista e Bietole Saltate

*Zuccotto del TNT Accompagnati da Vino dell’Azienda Poggiarello di Murlo e Birra Buonconvento Tripel

18 euro, Prenotazione Obbligatoria al 3382858383/info@tntpub.it/Spazio Facebook entro Venerdi 22.

Prenotazioni su Fb o al 3382858383 (anche sms o WhatsUp)

ripolinafull

 

BACIO

Birraclub – Il mio sabato del Villaggio in Val D’Orcia: tra le eccellenze di Italia e Belgio (di HILARY ANTONELLI)

Hilary Antonelli di LaVINIum (rivista online di vino e cultura) ci onora di un bellissimo articolo (e foto) sulla sua esperienza al Villaggio della Birra. Gentilmente ci è stato concesso di pubblicarlo..ed ecco qui di seguito..grazie ad Hilary ed a tutta la redazione di LaVINIum.

L'Ingresso dal ParcheggioTutto precludeva ad una mia defezione: trasloco in corso, rinunce di amici loro malgrado, la moto in revisione, la macchina ormai passato remoto, la stanchezza accumulata, tutto, tranne la mia voglia immensa di partecipare al Villaggio della Birra di quest’anno.Detto fatto. Sveglia presto, corsa al noleggio auto dell’ultimo secondo camuffati da turisti a Roma, e via verso Siena, a Bibbiano. Imprevisti lungo il percorso mi hanno fatto sorgere il dubbio che qualcosa complottasse contro, ma il mio mantra interno era ormai partito in loop: Nogne De Ranke Loverbeer Boelens De la Senne Den Hopperd Olmaia Extraomnes Foglie d’Erba Toccalmatto Ducato…E poi la Fattoria La Piana, incantevole cornice (nessuna locuzione stilistica, sembrava davvero un dipinto) ad ospitare l’ottava edizione della manifestazione.

Organizzazione direi perfetta, per quanto mi ha riguardato almeno, arrivata in un orario favorevole, il sabato ora pranzo (ad hoc per la prima birra) ho trovato prati verdi e bambini che giocavano scalzi (ancora non avevo bevuto). Fila ben distribuita e scorrevole, fattore di importanza fondamentale come sa chi è avvezzo a questi eventi, costo assolutamente onesto, 3 euro il bicchiere, un calice a tulipano adatto al genere predominante, e 2 euro a gettone (2 gettoni per un bicchiere classico da quasi 33 cl). Tutto ciò considerata la qualità dei nomi che di lì a poco avremmo bevuto.

In programma, come ogni anno e sempre meglio: laboratori (immancabile e insostituibile Kuaska, per chi non lo conoscesse, esperto maximo in Italia soprattutto per quanto riguarda la produzione belga), seminari, spazio agli homebrewers e cotta pubblica. Ah, e il pre-villaggio del venerdì, con i birrai appena arrivati e qualche chicca one night show. O shot.

interno_villaggio

I birrifici sono ben sistemati nel casale, in uno spazio cantina, che immagino abbia permesso di preservare almeno in parte la temperatura dei fusti, ricordo ben altre manifestazioni in cui i birrai hanno fatto appello a tutta l’arte prestigiatoria per difendere le birre da temperature esterne infuocate, conigli compresi. I birrifici presenti, beh, quelli citati bastano a farsi un’idea piuttosto gustosa della preponderante presenza belga accanto a quella italiana, incontro che da sempre contraddistingue il Villaggio, ma passerei direttamente al dettaglio.

Elemento molto importante la presenza dei mastri birrai per ciascun nome: la passione e la cura nell’illustrare la propria produzione e le scelte a monte, spesso anche le storie a margine, è qualcosa in grado di guidare l’esperienza di chi partecipa, con un arricchimento semplice da capire, unico.
Iniziamo ad assaggiare non prima di aver reso il doveroso omaggio alle nostre eccellenze. Vado quindi a riempire il bicchiere da chi conosco e amo da anni.

Attratta come da una calamita (sempre che qualcosa associ il mio corpo a quello di Wolverine) mi dirigo da Loverbeer, L’Olmaia e Extraomnes. Quasi in contemporanea.

Loverbeer
Prima ancora di avvicinarmi a Valter Loverier, è il sorriso aperto di Elena, sua moglie ad accoglierci, con tutta la dolcezza e la simpatia in grado di irradiare. LoverBeer non ha bisogno di molte presentazioni: BeerBrugna, D’UvaBeer, BeerBera, Madamin sono le splendide rappresentanti al Villaggio, birre di cui approfittare in questi casi. Non è stato sempre facile trovarle alla spina, anche se ammetto che negli ultimi tempi Roma presenta una buona distribuzione continuativa, addirittura a Ciampino (King Arthur) LoverBeer è uno dei nomi quasi fissi. Ciò detto, abbiamo assaggiato di nuovo tutto, giusto a conferma di ciò che avrei scritto, eh…onor di cronaca e amor di scrittura. Uniche.

L'OlmaiaA pochi passi altro birrificio che gioca in casa, L’Olmaia dalla Val D’Orcia. Il km zero assoluto. L’esuberanza, oltre alla professionalità di Moreno Ercolani (mastro birraio insieme al socio Cisco) è contagiosa. Per farsi un’idea: per la presentazione della Starship, in primavera è stato organizzato un tour romano con fusti da svuotare e musica dei Led Zeppelin.La Starship c’è, si tratta di una bitter ambrata, malti e luppoli inglesi. Buona, da provare certamente, ma la mia attenzione è subito dirottata verso la mia passione, la Ecstasy of Gold, una golden ale con tanto, tanto ma tanto luppolo.Nata dalla collaborazione con Mirko Caretta del Bir & Fud di Roma, fa parte del progetto Buskers, una sorta di birrificio itinerante che di volta in volta vede una nuova collaborazione con diversi birrai “amici”.Il nome, anche questa volta legato al mondo della musica riprende il titolo della canzone composta da Morricone per la colonna sonora de “Il buono, il brutto e il cattivo” (cui sono seguite una serie di cover, tra le quali non posso non osannare l’intro dei Metallica).Tutte presenti le classicone di casa La 5, La 9, PVK, e BK (con grano avena e spezie locali).

Passaggio obbligato da Extraomnes di cui mi rimane il rimpianto di una mancata sosta più lunga. Luigi Schigi D’Amelio è molto noto ai più e non solo a loro dato che la sua birra rimane tra i nomi in assoluto più validi della produzione italiana in un panorama sempre più esteso oltre confine.Tutto ciò meritatamente. Il fatto che Blond e Zest siano presenze fisse a casa mia non interesserà a molti, ma che siano all’unanimità riconosciute ottime (premi compresi), dovrebbe almeno costituire un segnale per procurarsene qualcuna per chi non l’abbia mai assaggiata. Schierate, oltre alle citate, anche Tripel, Hopbloem, e quelle che mi spiace non avere assaggiato (ma rimedierò presto): Weltanschauung e Wallonie, una saison con aggiunta di percentuale di segale e un pizzico di zucchero candito, che richiama la regione del Belgio e la relativa tipologia di produzione.

Tra un assaggio e l’altro non mi accorgo del tempo che passa, a differenza del mio stomaco: i morsi della fame iniziano a sovrastare quelli della sete (quelli che ormai…beati loro) passo quindi alla zona cibo. La scelta proposta non è male, anzi: pasta, carne, cotta nella birra o sulla griglia, da mangiare sui tavoli allestiti o ordinatamente sul prato è un buon pranzo, soprattutto in questo tipo di eventi. Nel frattempo come da programma si svolgono gli incontri formativi e i laboratori, Moreno che corre facendo lo slalom tra le persone (e i loro bicchieri pieni) mi fa sorgere il sospetto che sia previsto con urgenza come oratore.
All’aperto ci sono le famiglie con i bambini, impegnati a giocare con gli animatori o in braccio ad agguantare il bicchiere della mamma (metodo Montessori: modello costruttivista applicato). Pertanto mangio e mi guardo in giro. Mi godo il profumo di campagna e chiacchiero con gli amici che incontro. Poi riparto.La seconda tranche ovvero di come i nostri eroi partirono per il Belgio per finire rovinosamente (per le proprie tasche) in Norvegia.
A stomaco pieno, ambientata, acclimatata, prendo il via con piglio da analista mirato e calcolatore.

Il Belgian Tradition CornerSeguono in sequenza:
Oude Bruin Verzet assaggiata con amici appollaiati sul trespolo che da dietro la spalla continuavano a ripetere quanta mela, quanto limone, quanti frutti di bosco (e mi saliva la voglia di macedonia) tutti in una ventina di cl, io l’ho apprezzata tanto. Al di là della piantagione di frutta che può portare con sé, è piuttosto gradevole con il giusto grado di asprezza. Boon Lambic mi ha sorpreso, mi è piaciuta molto. Non acida come vorrebbe il genere, ha sapori agrumati ed è deliziosa in tutta la sua bevibilità.
Di Haandbryggeriet, altro esempio di birrificio norvegese con la tendenza a luppolare, ho bevuto la Norvegian Wood una buona birra affumicata, ambrata, chiara, facile, ma con un qualcosa di agrumato, fruttato, amara nel finale senza disturbare. Malti affumicati e bacche di ginepro, un po’ di sentore caramellato, ripeto non è male, anche se per il genere ho un debole per la Rauchbier (da bere a Bamberga per molteplici ragioni, in bottiglia perde fascino), meno dolciastra, più equilibrata e secca. A seguire passo alla Dobbel Dose, un Imperial Double IPA sostenuta, luppolata, buona ma di questa inizio a sentirne la gradazione (9%).

Faccio un salto da Foglie D’Erba, splendido birrificio del Friuli, che difficilmente delude, anzi, per quanto mi riguarda mai lo ha fatto. Ho assaggiato la Great Gatsby: se fossi un passante capitato lì cui offrono per caso (fortunata me) un bicchiere di questa session IPA, direi che è ottima, equilibrata ecc. Se fossi invece una persona che già da un po’ conosce le birre di Foglie D’Erba, direi che mi aspettavo forse qualcosa di più. Ormai ci ha straviziato (sia me che il passante incauto e fortunato) pertanto ci aspettiamo sempre altissimi standard. Eh…oneri dei grandi.

Con Toccalmatto altra garanzia, ecco ReHop in grandissima forma, il suo essere così pulita permette di assaporarla in tutti gli aspetti. Tra l’altro scopro da poco che è stata segnalata al top delle tre ultime edizioni delle guide Slow Food ma poco importa, a me almeno. Una bella schiuma pannosa apre all’equilibrio: attacco più maltoso lascia spazio a sapori agrumati e all’amaro non forte né fastidioso della fine. La ricetta è cambiata negli anni, ma il Re indossa sempre il mantello con una certa eleganza.

Altra storica, la Zona Cesarini, di cui sono un’amabile estimatrice (lodi e sbrodi sempre urbi et orbi) però a pompa non l’ho trovata al massimo, la preferisco alla spina. La mancanza di carbonazione ne spegne un po’ il corpo in favore di sapori troppo dolciastri, almeno in questa occasione. Ho invece assaggiato per la prima volta la Tabula Rasa, quasi un anagramma di Taras Boulba (perla di Brasserie de La Senne godurioso birrificio belga presente pochi stand più in là) cui rimanda parecchio. Pallida imago? Per nulla, a me è piaciuta molto.
Tra le spine avevano anche la loro Gose, la Salty Angel, un genere osannato da esperti appassionati (per gli intenditori Lipsia è una tappa del Walhalla), a me la birra salata proprio non piace. Fortuna che il mondo è vario. Ecco. L’ho detto.

Il Ducato

I Fusti Gialli di De Dolle

Faccio un salto da Boelens, ma stavolta lascio che sia il mio compagno di scorribande odierne a goderne, ottimo birrificio, non assaggio nulla stavolta, voglio concedere il gran finale alla mia passione.

Prima però un assaggio del tutto curioso presso Hof Ten Dormaal di cui avevo notato la Dark Cognac. Ebbene, delusione. In parole semplici, come se un birraio avesse per le mani una birra molto maltosa, già a monte non eccelsa, e decidesse di piazzarla, così, per variare, in botti di cognac. Tutto ciò senza una vera ricerca iniziale di armonia tra gli ingredienti. Non so, io l’ho trovata un po’ confusa nei sapori.
Pertanto ora più che mai si fa insistente la scelta di ritorno a porto sicuro. Mi dirigo ancora più a nord e termino la mia giornata dai glaciali norvegesi di Nogne. Glaciali in tutti i sensi dato che dietro le spine per un po’ ho dubitato ci fosse una persona vera o un automa settato su risposte predefinite.

Hilary al Beershop

Sono troppo abituata al calore e all’ospitalità dei nostri mastri birrai, che lavorano, si stancano, ma scherzano, ridono, spiegano le loro birre e lo fanno sempre con passione, se hanno qualcuno di fronte veramente interessato (anche davanti richieste assurde, sia quelle degli snob birrofighetti, passatemi il termine, sia quelle dei totali incompetenti).
Ho avuto l’impressione che in effetti alla fine siano stati proprio loro a costituire il cuore del Villaggio. Vero è che l’incontro Italia Belgio (e limitrofi) propone sempre standard molto elevati di produzione e offerta, ma in questo caso mi sembra che i nostri nomi siano stati non solo all’altezza ma eccelsi (e non ho citato Birrificio del Ducato e Barley altri nomi importanti).

Un pò di Relax..

Il Giardino

 

Però, come accennato poco fa, la mia chiusura è l’eccezione che conferma la regola, più che altro perchè ho la possibilità di bere qualcosa che non capita così spesso di trovare alla spina.
Vedo la Ø di Nogne. E passo all’assaggio. Alla bevuta. Più adatto. Nogne: 100% Peated il nome poco originale (altri direbbero minimal) indica a ragione il sapore torbato del whisky scozzese. Al naso il concetto è immediato o più romanticamente: avvicinando il bicchiere la ventata di torba mi agguanta le narici (con scogliere battute dal vento sullo sfondo).
Nonostante gli 8,5 gradi, è piuttosto beverina, il corpo non è quello che mi aspettavo e ne godo all’assaggio (e a quello successivo), anche con troppa velocità. Buona, ma Nogne mi ha già conquistato da anni.
500 Imperial IPA semplicemente stupenda. Per il mio gusto una delle più buone, simile nella complessità di sapori, che emergono in successione, alle IPA americane, ovviamente mi riferisco al Gotha, non alle bastachecisiaunamareadiluppolo.

Nøgne Ø
Questa è pesantemente luppolata e anche alcolica (10%), impegnativa ma bevibile, astringente ma in grado di variare i sapori, coinvolgendo ogni parte della bocca, palato, papille, vestibolo, lingua ghiandole (sto seguendo il grafico scientifico di wikipedia). Direi che mi piace parecchio.India Saison ovvero quando la fredda Europa incontra i tropici. Birra sperimentale o meno, si tratta di malti belgi e luppoli australiani. Risultato è una birra luppolata come vuole lo stile della casa, ma con sapori tropicali, il coriandolo mi riporta alla saison, il finale amaro ma non eccessivo, erbaceo chiude perfettamente l’assaggio. Anche in questo caso, nonostante una gradazione alcolica verso l’alto (7,5%), tra note agrumate e un malto lieve, la birra scende giù facilmente.Tanto facilmente che solo dopo un po’ mi rendo conto che è arrivata l’ora di tornare, non sono infatti tra i fortunati che campeggeranno durante la notte presso la fattoria. Altra novità suggestiva oltre che funzionale, la possibilità di fermarsi con tende e camper in un’area dedicata per rimanere per tutta la durata della manifestazione, evitando ritorni accidentati (torna l’amico sobrio e/o astemio come tesoro del proverbio).

Costretta ad andare via mi perderò un evento nell’evento cui tenevo particolarmente. In serata è prevista infatti l’anteprima video dei ragazzi di Beer in Italy, il primo programma interamente dedicato alla birra artigianale italiana. I video, pensati come un omaggio alla scena brassicola nazionale, hanno visto protagonisti più di 40 tra publican, homebrewer, birrai e personaggi legati al settore. Un piccolo assaggio del caleidoscopico mondo che si potrà conoscere da vicino guardando la serie.
Non anticipo nulla, perchè aspetto di vedere i video e perché intendo riprendere i ragazzi alla prossima occasione, probabilmente a Fermentazioni il week end successivo. Qui come non mai vale lo Stay tuned dato che il progetto è totalmente nuovo sulla scena e ho ferma intenzione di approfondire.

Epilogo: sono molto soddisfatta della giornata. Il sorriso che campeggia sulla mia faccia (lui ha fissato i paletti) porta a casa ancora una volta: belle sensazioni gustative, qualche nuova birra da approfondire, belle conferme e poi, professionisti del settore all’opera con più o meno passione ma sempre di passione si parla, amici già cari, e amici da poco acquisiti.
Malti da Legare mi riferisco a voi! Di loro (si possono facilmente scovare notizie in internet) mi rimangono chiacchiere, brindisi, risate, smorfie, e anche una birra, la Zeja (sete in Sloveno) nata dalla collaborazione di Luca Celoria dei Malti con il Birrificio Lariano. Del resto il mio tulipano del Villaggio è quasi vuoto, il tempo di arrivare a casa, stappare la bottiglia, riempirlo di nuovo per non farlo appassire e, ovviamente, farvi sapere.

fine_villaggio_tramonto

foto di Bernardo Bernardini (101)

Sindrome da Villaggio

berni-1135 Se bastassero i numeri a descrivere la realtà, allora per il Villaggio di quest’anno si potrebbe dire che “è stato davvero un successo!” Birrai e birrifici mai così numerosi, 30 birre alla spina più dello scorso anno (quando erano state 75), consumi raddoppiati rispetto allo scorso anno nel Venerdi del pre-Villaggio, numero complessivo dei partecipanti quasi raddoppiato rispetto alla scorso anno, i quattro laboratori (uno in più rispetto allo scorso anno) sold out. Per non parlare della quantità di cibo consumato e della birra bevuta. Numericamente, quindi un vero e proprio boom. Ma i numeri (che pure ci riempiono di orgoglio) non bastano per “rendere ragione “del Villaggio, che è questo, ma anche altro. Rubo due espressioni che altri hanno già scritto per cercare di descriverlo.

La prima è di Giada, di Magic Rock, che nel parlare del Villaggio e della sua gente, ha scritto che “dal Villaggio mi sono portata a casa tanta umanità”.  E’ questa la gente che ci siamo tirati su, lungo questa cavalcata che dura ormai da otto anni: della bella, bellissima gente, che viene sicuramente per bere buona birra, ma che da altrettanta importanza alla convivialità, allo “stare bene”, alla curiosità nei confronti della novità, alla buona educazione (mai da dare per scontata). L’atmosfera del Villaggio è difficile da descrivere a chi non l’ha mai assaporata, ma è inconfondibile per chi l’ha potuta gustare almeno una volta. E nonostante i numeri-monstre di quest’anno, l’imprinting non è andato perduto, anche se “con il cambio di location abbiamo perso parte della complicita’ e della familiarita’ del tendone” (cit.). E’ vero, ma è stato quasi inevitabile.

E qui arriva il secondo furto di citazione: questa volta la frase la rubo a Schigi, che ha definito Piana “una cornice da sindrome di Stendhal”. La fattoria di Piana è stato un “presente” che ci siamo regalati e che abbiamo voluto regalare a tutti. Per fortuna, dico anche col senno di poi, perché Bibbiano, quest’anno, non avrebbe retto l’urto. Un presente che viene dal passato, un presente fascinoso, luminoso, arioso, che ha riportato felicemente (e in maniera quasi struggente) nel passato tanta gente di Buonconvento che da anni non era più tornata in questo luogo e che ha stordito per bellezza e serenità intrinseche i tantissimi che non lo avevano mai visto. berni-0021Una location che ha messo alla prova anche noi, che ci abbiamo messo un po’ a prenderci la mano, ma che speriamo di aver gestito al meglio (delle nostre possibilità) per garantire a tutti una maggiore fruibilità dell’evento. Le criticità ci sono state, soprattutto al venerdi, quando ci siamo quasi “spaventati” di fronte al vostro “assalto”, che non ci aspettavamo così felicemente  imperioso; ma i numeri, vi assicuriamo, sono stati, davvero, inaspettatamente grandiosi. E poi si è bevuto, tanto, a modo, con estro e con metodo, per degustare e per dissetarsi, impegnandosi e divertendosi, perché, crediamo, l’offerta birraria era capace di soddisfare tutto questo. Ognuno ha avuto il “suo” birrificio preferito, la “sua” birra del Villaggio, il “suo” birraio del cuore, me compreso. Non è necessario sapere quali, è fondamentale portarseli tutti dentro: i ricordi aiutano. Sempre.

I norvegesi sono stati una scommessa vinta (da noi/voi), Mr. Emelisse ha colpito tutti per signorilità e qualità birraria, Giada e le sue birre sono state al centro di un flusso continuo di persone. Gli italiani, diciamolo serenamente, sono stati il focus dell’evento: una scelta birraria quasi sterminata, tante novità e tante gradite conferme, una qualità davvero costante. Tanti apprezzamenti, tanti gettoni, grande successo anche al beershop. berni-1435 Non tutto, fra i belgi, era a posto (anche questo bisogna dirlo), anche fra i nomi importanti. Dispiace un po’ doverlo dire, ma questa è un po’ la fotografia dello stato dell’arte: grandi birre e qualche passaggio a vuoto, una classicità non sempre freschissima e qualche “innovazione” non proprio azzeccata. Si devono necessariamente “rifare”: il loro pedigree (storico) glielo impone.

E poi chi non c’era. Bianca: che è mancata tanto a tutti noi. E continua a mancarci.  E Kris Boelens che ha dovuto dare forfait a ridosso del Villaggio. Non c’era il babbo quest’anno, e anche questo ci ha tolto un po’ di serenità. E poi i ringraziamenti, mai come quest’anno doverosi. A tutto lo staff di Da Pian, senza il quale questo Villaggio non sarebbe stato così bello; a tutti quelli che ci hanno dato una mano, divertendosi faticosamente a lavorare per tutti voi; a chi ci ha dato la possibilità di utilizzare questi spazi. A voi, che ci avete premiati con la vostra presenza. A presto, alla prossima volta che ci vedremo in giro con un bicchiere di buona birra in mano. ©Alberto Laschi Foto di ©Bernardo Bernardini

Pre-Villaggio: Ti luppolo io’s Night!!!

pre-Village fb2Serata Pre-Villaggio: Ti Luppolo io’s Night!!!

Alla presenza dei birrai belgi ed italiani serata speciale dedicata a birre sapientemente Luppolate da Birrai italiani e  sapientemente selezionate da Alberto Laschi, con ospiti d’onore birre di De Dolle (con Arabier, Oerbier e Dulle Teve), De Leite (con Bon Homme e Cuvee M’zelle) e Dilewyns (con Vicaris Tripel/Gueuze). Cucina del Villaggio già attiva. Alle 22 concerto con i Freak Banana ed a seguire DjSet con i BadBoys

Ecco la Lista

RETORTO:
- Krakatoa: India pale ale dall’aroma agrumato con amaro intenso e persistente; luppolatura continentale ed americana. abv 6,5%: IBU:75.
- Black Lullaby: Belgian strong ale, scura, dal carattere morbido, abv8,3%; IBU:20. Ingredienti: acqua, malto d’orzo, zucchero, luppolo, fave di cacao, baccelli di vaniglia, lievito.

CARRABIOLO:
- O.G. 1043: (dinkelweisse) “E’ una birra bianca brianzola, crocevia tra le weisse bavaresi e le blanche/wit belghe, con ammiccamenti alle saison” – abv 4,7% – 20 IBU
- O.G. 1045: (kolsch beer) : “Freschissima interpretazione dello stile birraio di Colonia rivisitato con luppoli Neo Zelandesi” – abv 5%; 30 IBU

BIRRIFICIO DEL FORTE:
- Mancina: belgian strong ale, Gold Award 2012 Belgian-Style Strong Ale all’European Beer Star, abv 7,5%

OPPERBACCO:
- EiPiEi : american pale ale, abv 6,1% – IBU 48, luppolata con chinook – columbus – cascade – simcoe – centennial
- Violent Shared : session ipa (abv 3,7%- 120 ibu), luppolata con Mosaic e Chinook (anche in dry hopping): vengono aggiunti al mosto in bollitura limoni e pompelmi freschi frullati con tutta la buccia.

STAVIO:
- Altraloma (golden ale)
- Don Zaucher (una birra affumicata e con bucce d’arancia a bassa fermentazione)

BIRRA AMIATA:
la Marsilia e un’altra “chicca” ancora da decidere

BRUTON:
- EVA: pilsener, 4,8% abv

BUSKERS:
- Ecstasy of Gold: golden ale in collaborazione con Olmaia; 5,5% abv – 59 IBU
- Lady Moana: blond beer brassata c/o Birra del Borgo per il Buskers pub di Roma.

FOGLIE D’ERBA:
- Halta: -Halta: APA con dry-hopping effettuato con i medesimi 3 luppoli utilizzati in cottura (Citra, Tettnanger e Centennial); 5,5% abv – 32 IBU

freak

.

 

Twitter Feed


Testimonials

Contatti

Contact Info